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Bernini. Scultore, architetto, urbanista nella Roma del XVI, XVII sec.

Bernini. Scultore, architetto, urbanista nella Roma del XVI, XVII sec.


Gianlorenzo Bernini, artista eclettico, scultore, architetto e urbanista con le sue opere, completa l’opera di Sisto V che, alla fine XVI sec., aveva immaginato un nuovo assetto della città di Roma in grado di collegare l’area di S. Pietro alle basiliche site fuori mura.
Una nuova centralità delle strutture religiose che si concretizza in un progetto in grado di trasformare Roma in una nuova “città imperiale”.
Bernini, tra la moltitudine di artisti e uomini di scienza convocati a Roma, interpreta lo spirito dell’epoca e della controriforma attraverso la rottura degli schemi interpretativi rinascimentali.
Scardinata la visione prospettica e la vacuità e imprevedibilità del manierismo, Gianlorenzo immagina un’arte priva di schemi formali classici, dove i vari elementi e tecniche si mescolano in una nuova visione, in grado di sorprendere, meravigliare e attrarre.
Riesce ad imprimere al freddo marmo un fremito vitale, segno di una nuova vitalità, quale rinnovamento dell’arte ma anche del pensiero cristiano.
Ma è in S Pietro che Bernini riesce a fondere scultura, architettura , urbanistica e, se si vuole anche in pittura, visto che le opere realizzate fanno largo uso del colore, attraverso vari materiali e marmi colorati, come nella tomba di Urbano VIII, Innocenzo X e nel Baldacchino, dove bronzee colonne tortili, avvolte da edera si elevano ad altezze mai viste, al fine di unire arte e natura, quale apoteosi del luogo più sacro della cristianità : la tomba di S. Pietro.
Tuttavia assieme alle glorie e alle opere realizzate, il porticato di S. Pietro, e le tante sculture, universalmente glorificate, non mancano le sconfitte che segnano periodi difficili per l’artista che tuttavia trova sempre la forza di rialzarsi.
Mi riferisco all demolizioni di uno dei due campanili che avrebbe dovuto realizzare ai lati della facciata di S. Pietro e quella, ancor più cocente, della sconfitta subita in Francia alla corte del Re Sole, che relega la scultura equestre che lo raffigura a cavallo, in una limonaia dove rimarrà dimenticata e manomessa per molti anni.
Segno di un superamento del Barocco che esaurisce la sua funzione innovatrice a favore di un nuovo classicismo, in grado di imbrigliare l’arte, la religione e il pensiero politico e scientifico in una visione controllata e ben definita.

Partner

PER INFO:

Cell. 348 724 67 47 - Ore ufficio

Mail: comunicazione@4culture.it

Sito web: www.berninicalabria.it

DOVE SIAMO:

A Catanzaro presso il Complesso

Monumentale del San Giovanni

(accesso da P.zza Garibaldi)

Le date:

Dal 5 dicembre 2019 al 29 febbraio 2020

Gli orari: 10:00 / 13:00 – 16:30 / 20:00

I giorni: Da martedì a domenica

Ricorda! La mostra è chiusa tutti i lunedì

Bernini. Scultore, architetto, urbanista nella Roma del XVI, XVII sec.

Bernini. Scultore, architetto, urbanista nella Roma del XVI, XVII sec.


Gianlorenzo Bernini, artista eclettico, scultore, architetto e urbanista con le sue opere, completa l’opera di Sisto V che, alla fine XVI sec., aveva immaginato un nuovo assetto della città di Roma in grado di collegare l’area di S. Pietro alle basiliche site fuori mura.
Una nuova centralità delle strutture religiose che si concretizza in un progetto in grado di trasformare Roma in una nuova “città imperiale”.
Bernini, tra la moltitudine di artisti e uomini di scienza convocati a Roma, interpreta lo spirito dell’epoca e della controriforma attraverso la rottura degli schemi interpretativi rinascimentali.
Scardinata la visione prospettica e la vacuità e imprevedibilità del manierismo, Gianlorenzo immagina un’arte priva di schemi formali classici, dove i vari elementi e tecniche si mescolano in una nuova visione, in grado di sorprendere, meravigliare e attrarre.
Riesce ad imprimere al freddo marmo un fremito vitale, segno di una nuova vitalità, quale rinnovamento dell’arte ma anche del pensiero cristiano.
Ma è in S Pietro che Bernini riesce a fondere scultura, architettura , urbanistica e, se si vuole anche in pittura, visto che le opere realizzate fanno largo uso del colore, attraverso vari materiali e marmi colorati, come nella tomba di Urbano VIII, Innocenzo X e nel Baldacchino, dove bronzee colonne tortili, avvolte da edera si elevano ad altezze mai viste, al fine di unire arte e natura, quale apoteosi del luogo più sacro della cristianità : la tomba di S. Pietro.
Tuttavia assieme alle glorie e alle opere realizzate, il porticato di S. Pietro, e le tante sculture, universalmente glorificate, non mancano le sconfitte che segnano periodi difficili per l’artista che tuttavia trova sempre la forza di rialzarsi.
Mi riferisco all demolizioni di uno dei due campanili che avrebbe dovuto realizzare ai lati della facciata di S. Pietro e quella, ancor più cocente, della sconfitta subita in Francia alla corte del Re Sole, che relega la scultura equestre che lo raffigura a cavallo, in una limonaia dove rimarrà dimenticata e manomessa per molti anni.
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Dal 5 dicembre 2019 al 29 febbraio 2020

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